Ieri è venuto a mancare uno dei blogger più geniali di Splinder.Carlo non ti ho mai conosciuto di persona ma la mia stima nei tuoi confronti è stata grande. Spero che tu possa danzare per sempre con i tuoi amati libri. Di seguito desidero inserire il più bel post che abbia mai letto nel suo blog e la lettera della figlia Serena.
Riposa in pace amico mio


Se è vero che un bambino soffre del complesso di Edipo, e invidia il padre che si scopa la mamma, mi chiedo quanti complessi di Edipo ho avuto io nell'infanzia. Duecento? Trecento?
Questa nella foto non è la mamma: è Miss cinema **** e finalista al concorso di Miss Italia **** come si vede qui sotto, tra Ubaldo Lai e Silvio Noto.

Miss Cinema**** faceva la commessa nel negozio di mio padre a Jesolo. Mio padre cambiava due commesse all'anno e Miss Cinema era senza dubbio la più cozza di tutte (iperbole per dire delle altre).
I suoi amici ancora mi raccontano di quando andava alla Mostra del Cinema di Venezia e rilasciava autografi perché lo scambiavano per un attore.
Passavo tutte le estati nel negozio, circondato da strafighe bestiali che per accattivarsi il papi mi facevano la corte: se ne può vedere un saggio qui sotto dove Miss Cinema**** abbraccia Maria Strofa (che in mezzo a tanta bellezza ha declinato di comparire per pudore).

Plurimi complessi di Edipo a parte (mio padre si scopava tutte le mamme stagionali che avevo accanto), sono cresciuto con la convinzione di essere una persona molto bella e affascinante, allevato da strafighe che mi adoravano, sì, ma solo per compiacere mio padre; di conseguenza, subii un trauma notevole quando mi accorsi che, a genitore assente, perdevo il potere di attrarre le donne: le commesse smettevano di pacioccarmi e le ragazzine della mia età non mi cagavano nemmeno di striscio.
Da allora misi quel broncetto tuttora persistente che si può vedere nel template a destra.
Perché poi non erano soltanto le commesse che mio padre rinnovava nel letto con frequenza stagionale, ma eserciti di clienti tedesche, olandesi, che lui riusciva a invitare a cena dopo due secondi che passavano davanti al negozio (e Dio solo sa che non esagero).
Mi ci volle molto tempo per capire che non avevo né il fascino né il fisico del ruolo di mio padre, molto molto tempo. Continuai a lungo a uscire per strada illudendomi che prima o poi qualcuna sarebbe caduta ai miei piedi: ma nessuna cadde mai. Sì, ero caruccio, ma dov'erano quel fascino irrestistibile, quel savoir faire di mio padre? Perché lui aveva la bellezza, il talento, e a me queste cose mancavano del tutto?
E siccome non potevo superarlo su questo terreno (ma che dico superare, nemmeno tentare di emularlo minimamente), mi vendicai di lui nel solo modo che potevo.
Mio padre leggeva qualche libro (ma soltanto se c'era bisogno di conquistare una donna lettrice: le regalava Camus o Sartre e li leggeva pure!). I libri, però (anacoluto), potevo leggerne più di lui.
Cominciai a comprarne e comprarne e ne accumulai tanti (e ancora continuo) per cercare di eguagliare, in numero, le donne che aveva avuto. Sì, nel numero dei libri, almeno, lo superai.
Ero invidioso di mio padre, presi a detestarlo: mi raccontai la fola che è meglio essere colti e intelligenti piuttosto che belli e vanesii. Mi contrapposi al bello come bestia intellettuale: stabilii la predominanza dello Spirito sulla Materia.
Menzogne, placebo, palliativi: influenzato dalle strafighe sin dalla più tenera età, ho desiderato per tutta la vita avere le strafighe del papi; i libri sono stati una misera consolazione, una protesi leopardiana.
Mio padre è morto da qualche anno: fino all'ultimo lo accudirono andando d'amore e d'accordo:
1) mia madre (separata da lui quando avevo 4 anni)
2) la sua morosa (ultima in ordine di tempo)
3) un'altra sua ex morosa
4) decine di ex morose che mi telefonavano ogni giorno per sapere le ultime
E tutte si consolarono a vicenda!
Io non ho avuto il suo genio virile, non ho avuto la sua prestanza, non ho avuto le sue donne, la facile magia delle sue conquiste.
Anche se faccio finta, molte volte, per cercare di convincermene, io non volevo diventare Dostoevskij, Flaubert, Sterne: io volevo diventare mio padre. Volevo essere lui. A me non me ne fotteva un cazzo della cultura, dell'essere intellettuale. Io volevo la figa. E tutta quella che aveva avuto lui.
E così, oltre a non poter essere come mio padre, non sono diventato nemmeno Dostoevskij, Flaubert, Sterne.
Adesso non me ne rammarico. E' passato troppo tempo e guardo a mio padre con la gioia di avere osservato da vicino, di averlo abbracciato (e di esserne stato generato, nonostante tutto) il mito Casanova, il mito Don Giovanni.
E poiché sono ancora invidioso di lui, pur amandolo alla follia in memoria e in effigie, e avendolo amato altrettanto in vita, gli chiedo perdono: non sono nemmeno abbastanza distaccato da riuscire a farne un tipo letterario.
Perdonami, papi: ma eri troppo esagerato nell'essere bello e figo e io non ho il talento che ci vorrebbe per renderti immortale :-)

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Un uomo meraviglioso: Carlo Berselli, alias Maria Strofa
Non sarò mai in grado di esprimermi come lui, non ho il suo talento e la sua bravura quindi mi scuso già da adesso se troverete alcuni errori.
Voglio utilizzare questo post per raccontarvi di una persona che ha cambiato la mia vita e che mi ha aiutato durante questi anni: mio padre, che è morto stanotte all'età di 54 anni.
Mio padre era un uomo meraviglioso, una persona eccezionale. Un uomo che ha dedicato gran parte della sua vita alla cultura ed alla voglia di trasmetterla. Sono contenta di poter dire che lo ha fatto con me. Nel corso della sua vita ha comprato e letto una moltitudine di libri, conservati con la massima attenzione e gelosia.
Molti di questi non li ha mai dati anche a me:) . Il suo amore erano i libri e ogni giorno li salutava e li guardava; ne aveva davvero tanti, almeno più di 10.000, un garage pieno e la casa piena... Una volta gli chiesi di cercarmi " Delitto e Castigo" e lui in solo qualche secondo l'ha trovato, in quella moltitudine. Diceva che i suoi libri lo chiamavano. Era incredibile per una persona che impiegava tre ore per trovare una forchetta!!!
Inoltre non è che fossero tutti diversi tra loro, molti di questi erano diverse edizioni dello stesso libro; ad esempio aveva 8 libri del Don Chisciotte.
Tutto quello che so e che ho fatto lo devo a lui.
Le mie scuole elementari e medie sono state disastrose, non avevo voglia d'impegnarmi e non m'interessavo di nulla; il mio futuro sembrava un istituto professionale, ma fortunatamente mia madre e mio padre, che hanno sempre creduto in me, mi hanno indirizzato al Classico; una scelta pessima a detta di tutti i miei professori. Ma mio padre non si è scoraggiato e mentre io sostenevo l'esame di terza media, lui iniziò a studiare da autodidatta il greco.
Ogni giorno sono andata da lui e ore studiavamo greco. Ad agosto sapevo già leggerlo e scriverlo perfettamente e dire la prima declinazione; per me fu veramente difficile trovarmi a dover studiare tutte quelle ore quando fino a poco tempo prima non facevo nulla. Lui non si è mai arreso. Iniziato il classico ogni giorno mi faceva fare una versione di greco e latino e questo per quasi un anno. Lui mi ha fatto tornare la voglia di studiare e d'interessarmi alla cultura. Grazie a lui sono uscita con 70 dal classico, voto per me eccellente visto tutte le lacune che avevo. Oltre il greco m'insegnò la filosofia e studiò con me Dante. Il merito è solo suo se amo Kant, Dante, Dostoevskij, Schopenhauer, Leopardi ecc. La cosa più bella era parlarne insieme e l'idea che adesso ho perso il mio partner culturale mi distrugge. Con chi parlerò di Raskol Nikov, delle teorie di Kant o delle affinità di Leopardi e Schopenhauer?! Un'altra cosa che condividevamo erano i telefilm, amava moltissimo Dexter, Desperate Housewives e Six Feet Under; adesso stava apprezzando molto Boston Legal e The West Wing, ma purtroppo non potrà mai sapere cosa accadrà... Come non potrà sapere se l'Italia vincerà gli Europei cosa a cui lui teneva moltissimo. Adorava il calcio e diventava matto quando la sua squadra preferita o l'Italia segnava.
Credetemi quando dico che mio padre era un uomo meraviglioso, perchè è stato il padre migliore che mai potessi avere e darei tutto quello che possiedo per poterlo abbracciare e dirgli: Ti voglio bene, papà.
Nonostante siano passate alcune ore non voglio ancora credere che lui non ci sia più...non riesco neanche ad andare in camera sua e nemmeno a casa sua. Mi aspetto sempre che sia dietro la porta ad aspettare di salutare e giocare con il mio cane, Dylan, che lui adorava quanto un figlio; lo diceva sempre: "Io sono il suo nonnino".
Poi mi aspetto di trovarlo con le cuffie che guarda qualche telefilm o legge un libro oppure suona la chitarra e canta. La vita è veramente dolorosa e ingiusta come dice Shopenhauer; perchè priva una figlia del padre migliore del mondo, che doveva essere con lei per la laurea e quando sarebbero nati i suoi figli. Ricordo comunque che lui disse il 9 luglio 2006: " La soddisfazione più grande sarebbe farti vedere l'Italia che vince i Mondiali". Papà è successo, ero proprio li con te quando Grosso calciò il rigore finale; ed è forse così che doveva andare, perché tu mi hai dato tutto e fatto vedere tutto e mi hai indirizzato sulla strada dell'università che dovrò percorrere da sola, come per il resto.
Grazie, grazie e mille volte grazie. Ti voglio bene.
La tua Serena
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Altri blogger lo ricordano così:
CRONOMOTO
REMO BASSINI
Tendarossa
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Paolo ferrucci
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percynhax
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